LA GRANDE CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE



La tecnica innovativa di Brunelleschi

Santa Maria del Fiore fu iniziata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio. Nel 1481 la fabbrica del Duomo si ferma dopo la costruzione del tamburo ottagonale di 46 metri di diametro,su cui doveva basarsi la cupola. Brunelleschi vinse il concorso indetto per affrontare i problemi di una cupola di tale portata e due anni dopo iniziarono i lavori. Brunelleschi mise a punto un’impalcatura sospesa da terra, fissata alla muratura all’altezza del tamburo, che si innalzava gradualmente. Su questa impalcatura costruì la cupola a doppia calotta con la volta interna autoportante realizzata con mattoni a spina di pesce. Conclusa la costruzione della cupola nel 1436, la cattedrale venne consacrata in presenza del papa Eugenio IV.


La conclusione dei lavori

Restava da costruire la lanterna, che Brunelleschi aveva già ideato in quegli anni. Dopo un altro concorso venne approvato il suo progetto, che prevedeva un prisma a otto facce con contrafforti agli angoli e alte finestre lungo i lati, con copertura a cono rovesciato e scanalato. La lanterna ha il compito statico di chiudere le otto vele da cui è composta la cupola. Nel disegnarla Brunelleschi si ispirò forse alle oreficerie sacre, come gli incensieri o gli ostensori, ingrandendole su scala monumentale.

La costruzione vera e propria prese il via solo nel 1446 e un mese dopo Brunelleschi morì, quando era stata edificata solo la base. L’opera venne portata a termine da Michelozzo nel 1461. Andrea del Verrocchio creò la palla dorata con croce sulla sommità.


Gli affreschi interni

Per la decorazione interna della cupola del Brunelleschi, inizialmente prevista a mosaico, il Granduca Cosimo I de’ Medici scelse il tema del Giudizio Universale e affidò l’esecuzione degli affreschi a Giorgio Vasari.

La cupola è divisa in otto spicchi e cinque registri. Ogni spicchio comprende dall’alto verso il basso i 24 vegliardi dell’Apocalisse; un coro angelico con gli strumenti della passione; una categoria di santi ed eletti; una triade di personificazioni, raffiguranti un dono dello Spirito Santo, le sette Virtù e le sette Beatitudini; una regione dell’inferno dominata da un peccato capitale. Di fronte alla navata centrale campeggia Cristo in Gloria fra la Madonna e San Giovanni Battista sopra le tre Virtù Teologali e le figure allegoriche del Tempo e della Chiesa Trionfante. Alla morte del Vasari solo il primo registro era compiuto. Al suo posto fu scelto Federico Zuccari, che abbandonò la tecnica ad affresco a favore della tempera e inserì fra gli eletti una galleria di personaggi contemporanei fra cui se stesso. Il ciclo fu concluso nel 1579.


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